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GRANDE LIBRO DEL CALCIO – AGGIORNATO

AUTORE:
EDITORE: GULLIVERSTORE
COLLANA: BAMBINI
COPERTINA: FLESSIBILE
N. PAGINE: 64
ETA' CONSIGLIATA: DAI 7 ANNI

CODICE LIBRO: 9788831218351

Tecniche e regole di gioco, spiegate in modo semplice e divertente. Tante curiosità e record, su squadre e campioni di uno degli sport più seguiti al mondo. Troverai anche un quizzone per testare la tua conoscenza.

All’interno avrai una fantastica sorpresa: il gioco “CALCIO CON LE DITA”!

Il calcio come sport per bambini fa bene?

È presto detto: fa molto bene allo sviluppo psico-sociale e muscolo-scheletrico del bambino.

Scegliere uno sport per bambini è senza dubbio una grande responsabilità del genitore il quale dovrà tenere conto di diversi fattori prima di avvicinare il proprio figlio all’attività sportiva. Dovrà considerare le inclinazioni del bambino, cosa questi ama fare e come ama o amerebbe trascorrere il tempo libero. Inoltre dovrà valutare anche i risvolti fisici e motori di una determinata attività sportiva. Il calcio, in quanto sport nazional-popolare, riscuote parecchio successo tra genitori e bambini. Giocare a calcio è una prerogativa di molti bimbi soprattutto italiani in quanto è lo sport più praticato e seguito al mondo. Infatti ben 3 miliardi di persone sostengono il calcio a vario titolo: sia come tifosi che come giocatori a vario livello.

Il momento del gioco per i bambini segna il loro sviluppo psico-fisico. Ed è proprio attraverso la palla che c’è il loro primo approccio ludico. La palla stimola il movimento ed il coordinamento di braccia e gambe tirandola a sé o spingendola. Infatti è un gioco fondamentale tanto da non mancare mai nel “corredo giocattoli” di un bambino il quale ha sin da subito familiarità con quest’oggetto. In particolare il gioco del calcio offre un ventaglio di vantaggi, primo fra tutti lo sviluppo della muscolatura inferiore unito all’elasticità muscolare e allo sviluppo osseo. Infatti giocare a calcio rende agili, scattanti e vigorosi soprattutto negli arti inferiori. Inoltre l’allenamento calcistico alterna l’allenamento aerobico a quello anaerobico offrendo una maggiore protezione contro le malattie cardio-vascolari prevenendo anche l’obesità: più ossigeno e meno massa grassa.

Altro vantaggio da tenere in considerazione è la fortissima socializzazione! Avrai sicuramente in mente immagini di bimbi felici, di tutte le nazionalità e di tutte le estrazioni sociali, rincorrere un pallone. Il calcio è un gioco di squadra davvero potente sotto il profilo della tessitura di rapporti interpersonali e dell’inclusione sociale.

Grazie al calcio i bambini imparano presto il rispetto delle regole di gioco, il rispetto dell’avversario, il rispetto della figura del capitano, lo spirito di gruppo e il rispetto dell’allenatore, figura guida e maestra. Anche la costanza nell’allenamento favorisce il senso di responsabilità del bambino. Pertanto, in sintesi: forte socializzazione, rispetto delle regole e del gioco di gruppo, impegno, miglioramento muscolo-scheletrico e prevenzione delle malattie cardio-vascolari sono i vantaggi indiscussi del gioco del calcio.

6,00

Descrizione

calcio è uno  sport  di squadra giocato con un  pallone sferico su un campo di gioco rettangolare, con due porte.

È giocato da due squadre composte da 11 giocatori. Dieci di essi possono toccare il pallone solo con i piedi, il corpo e la testa; uno solo posto a difesa della porta (e perciò detto “portiere”), può toccare il pallone anche con mani e braccia, solamente se il pallone si trova in area di rigore. L’obiettivo del gioco è quello di segnare più punti (detti goal o reti) della squadra avversaria, facendo passare il pallone oltre la linea della porta avversaria. La durata di una partita è di 90 minuti, divisi in due tempi da 45 min ciascuno più un eventuale recupero.

Le partite di calcio sono giocate a livello amatoriale e professionistico. Nel calcio professionistico i calciatori sono undici e la correttezza del gioco è fatta osservare da un ufficiale di gara (l’arbitro) e dai suoi assistenti (guardalinee, giudici di porta e quarto uomo). È diventato lo sport più popolare al mondo (sia per il numero di persone che lo giocano, sia per il numero di spettatori) perché è basato su nome semplici, perché si gioca solo con un pallone senza altre attrezzature particolari e perché può essere adattato ai luoghi e alle situazioni più diverse.

La sua origine è antica, ma la versione moderna e codificata del calcio è nata in Inghilterra nel XIX secolo. Da allora il calcio si è diffuso prima in Europa poi in Sud America e quindi nel resto del mondo.

Rientra nelle discioline olimpiche dalla seconda edizione. La competizione calcistica più importante è la Coppa del Mondo FIFA, che si disputa ogni quattro anni sotto l’egida della Fédéderation Internationale de Football Association (FIFA), il massimo organismo calcistico mondiale. Si tratta dell’evento sportivo più seguito in assoluto.

Storia

Il predecessore più simile al calcio attuale, di cui si hanno tracce fin dal II e III secolo a.C, fu il cinese tsu’ chcuju (蹴鞠, cùjú, letteralmente “palla spinta con il piede”), un allenamento militare nel quale si doveva calciare una palla, riempita con piume e capelli, tra due canne di bambù: la porta non superava i 30–40 cm di larghezza. Circa 500 o 600 anni dopo, in Giappone si giocava il kemari (tuttora praticato), nel quale l’obiettivo dei giocatori, disposti in cerchio, era evitare che la palla toccasse terra.

Il calcio storico di Firenze

Nella Grecia del IV secolo a.C. si giocava l’episciro (dal greco episkyros); nella successiva epoca Romana prese il nome di harpastum, nel quale due fazioni dovevano portare una palla oltre la linea di fondo avversaria e nel quale prevaleva l’aspetto antagonistico e fisico rispetto a quello puramente agonistico.I riferimenti successivi si trovano 700 anni dopo nel Medioevo, in Italia dove venne probabilmente abbozzato il gioco del calcio attuale (anche se con caratteristiche più simili al rugby) e chiamato Calcio in costume o fiorentino. Nelle isole britanniche questo sport antenato del calcio, portato dai conquistatori romani, incontrò diverse opposizioni: nel 1314 il podestà di Londra lo dichiarò fuorilegge, durante la  Guerra dei cent’anni fu vietato a favore del tiro con l’arco; venne successivamente osteggiato da parte dei Puritani nel XVI secolo che lo consideravano “frivolo” Lo sport rimase comunque praticato e non fu mai soppresso del tutto, finché non venne depenalizzato nel 1835 con il cosiddetto Highway Act, che vietò il gioco nelle strade pubbliche ma lo rese possibile negli spazi chiusi.

La patria del calcio moderno fu quindi l’Inghilterra, e in particolare i college britannici. Il calcio nacque infatti come sport d’élite: il football fu inizialmente praticato dai giovani delle scuole più ricche e nelle università. Le classi erano sempre composte da dieci alunni, e a questi si aggiungeva il maestro che giocava sempre insieme a loro: nacque così la consuetudine di giocare in undici. Il “capitano” di una squadra di calcio è quindi una sorta di discendente del maestro che, in quanto tale, dirigeva la sua classe di alunni. Le diverse scuole britanniche giocavano ognuna secondo le loro regole, spesso basilarmente diverse. Nel 1848, all’Università di Cambrige, H. de Winton e J.C. Thring, proposero e ottennero di fare una riunione con altri undici rappresentanti delle varie scuole e club inglesi (tra i quali Eton, harrow, Rugby, Winchester e Shrewsbury) per trovare un punto d’incontro. La riunione durò otto ore e produsse un importante risultato: vennero infatti stilate le prime basilari regole del calcio, dette anche Regole di Cambridge